“Io resto a casa”, questo il nome del decreto emanato dal governo per cercare di contenere la diffusione del Coronavirus e che ha spinto a semplificare le procedure per l’attivazione dello smart working. Alcune aziende italiane si erano già attrezzate ben prima del Covid-19, consentendo ai proprio dipendenti di lavorare da casa quando necessario. Secondo una recente indagine dell’Osservatorio Smart Working della School of Management del Politecnico di Milano, nel 2019 gli smart workers in Italia erano già 570mila, con una crescita del 20% rispetto all’anno precedente. I principali benefici riscontrati dall’adozione dello Smart Working sono il miglioramento dell’equilibrio fra vita professionale e privata (46%) e la crescita della motivazione e del coinvolgimento dei dipendenti (35%). Ma la gestione degli smart worker presenta secondo i manager anche alcune criticità, in particolare le difficoltà nel gestire urgenze. Purtroppo quello che fino a qualche mese fa era considerato un privilegio, adesso sta diventando una necessità.

Il decreto

Le agevolazioni sono state stabilite inizialmente con un decreto firmato l’1 marzo 2020, che promuove il lavoro agile, una modalità di telelavoro già disciplinata dalla legge 81 del 22 maggio 2017 che. La diffusione del contagio ha portato a misure sempre più urgenti, fino ad arrivare al decreto dell’11 marzo che richiede che le imprese non solo favoriscano, ma facciano il massimo utilizzo possibile del telelavoro, per tutte le attività che possono essere svolte a casa o comunque a distanza. In un momento di emergenza come quello attuale, questa soluzione consente alle aziende di rimanere il più possibile operative tutelando al contempo la salute dei propri lavoratori.

Lo smart working nel mondo

Attualmente, è la Cina il Paese nel quale è in atto quello che è stato definito il più grande esperimento di telelavoro al mondo. Con l’emergenza, le autorità hanno imposto una chiusura forzata alle aziende locali che si sono trovate costrette ad adottare nuovi metodi per garantire la continuità dei loro servizi. Ma tante aziende internazionali hanno seguito l’esempio della Cina e dell’Italia: Twitter ha reso obbligatorio il lavoro agile per tutti i suoi dipendenti e anche Apple ha preso simili misure, garantendo lavoro da casa per almeno una settimana.

Il supporto dei software

Gestire lo smart working è in parte più complesso rispetto al lavoro ‘fisico’ in azienda, ma il mondo dei software può fornire l’aiuto che serve. Dai planner, i calendari condivisi, fino ai software in cloud e quelli per organizzare videochiamate e riunioni. Anche PTV Group supporta tutti i professionisti del settore che hanno bisogno di lavorare da casa. Infatti, i software PTV forniscono la possibilità di attivare un utenza di rete. Cosa significa? questo tipo di utenza permette di continuare ad utilizzare il software senza la necessità di avere con se’ fisicamente il dongle hardware per la gestione della licenza; in tal modo si consente anche un accesso multi-utente. Altra importante caratteristica che consente l’utilizzo da remoto delle soluzioni PTV è la possibilità per più utenti di condividere le stesse informazioni su cui si lavora, ad esempio il modello di trasporto, mediante l’utilizzo di un database centralizzato. Tutte le informazioni sono archiviate in un’unica base dati e gli utenti possono accedervi e lavorarci.

Un recente esempio in tal senso è stata la realizzazione del sistema di la pianificazione dei servizi di trasporto pubblico per la Regione Friuli Venezia Giulia realizzato per TPL FVG. TPL FVG è il consorzio a cui è stato affidato il servizio per il prossimi dieci anni ed è composto da Trieste Trasporti, SAF Udine, ATAP Pordenone e ATP Gorizia. L’azienda aveva necessità di creare un unico modello del servizio di trasporto pubblico partendo da quattro differenti modelli provinciali esistenti, in modo tale da consentire alle aziende del consorzio di lavorare in maniera coordinata su un’unica base dati. TPL FVG ha deciso di utilizzare PTV Visum, il software di PTV Group per la macro-simulazione e pianificazione della mobilità. Grazie alle funzionalità presentate PTV è riuscita a garantire pieno accesso e collaborazione ai membri di tutte e quattro le aziende del consorzio.

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Chi l'ha scritto

Veronica è affascinata da tutti i modi in cui la mobilità influenza la vita quotidiana dei cittadini in tutto il mondo. Si interessa di numerosi argomenti come la sostenibilità, la riduzione delle emissioni, il miglioramento del trasporto pubblico, la simulazione di veicoli autonomi e connessi e l’intermodalità.

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