Una delle conseguenze dirette dell’epidemia da coronavirus è che i volumi di traffico e i ritardi stanno diminuendo in molte città del mondo. Infatti chi può continua le sue attività da casa, mentre gli altri lavoratori sono in ferie o costretti alla cassa integrazione. Coloro che ancora si spostano affrontano tempi di viaggio molto più brevi grazie alla ridotta congestione. I guidatori possono approfittare anche delle cosiddette “onde verdi”, normalmente destinate a snellire il traffico in situazioni di ingorgo. Ma nelle strade semi-deserte si sta verificando anche un altro fenomeno: le macchine sfrecciano ad una velocità particolarmente alta, a scapito della sicurezza stradale.

Limiti di velocità: la chiave della sicurezza stradale

Utilizzo di Driver Simulator per esaminare le intersezioni a Santa Cruz, Bolivia

L’aumento di velocità è strettamente connesso ad una maggiore probabilità di incidenti, secondo l’Unione europea e l’Organizzazione mondiale della sanità. A questo proposito PTV Group gruppo ha condotto uno studio nella città boliviana di Santa Cruz de la Sierra, utilizzando il software PTV Vissim.

Nello studio abbiamo modellato il modo in cui vari limiti di velocità e la loro applicazione da parte delle autorità incidono sulla sicurezza. Inoltre con PTV Driving Simulator è stato possibile simulare alcuni incroci pericolosi dal punto di vista del guidatore. Queste location univano mezzi con velocità diverse con un mix di flussi pedonali.

I risultati dello studio dimostrano che ridurre i limiti di velocità è efficace nel caso di tamponamenti e incidenti da cambio di corsia. Il rispetto dei limiti di velocità è efficace anche in caso di incidenti causati da veicoli che attraversano la carreggiata principale agli incroci.

Rallentare

I pedoni e ciclisti sono spesso vittime di chi non rispetta i limiti di velocità. Numerosi studi sulla sicurezza stradale mostrano che nel caso degli utenti della strada più vulnerabili le vittime crescono molto già con piccoli aumenti di velocità: a una velocità di 32 km/h solo il 3% dei pedoni viene ucciso in caso di incidente, mentre aumentando il limite di 10 km/h la percentuale sale al 20%. A una velocità di 64,4 km/h, il 90% dei pedoni non sopravvive ad una collisione.

Un altro problema è che molte aree interessate dal Coronavirus stanno subendo una riduzione complessiva dei volumi di pedoni e biciclette. La cosa potrebbe sembrare positiva – meno utenti in strada, meno morti – ma diversi studi confermano che più i pedoni e i ciclisti sono visibili, più gli automobilisti sono consapevoli della loro presenza. Un semplice esempio: è capitato a tutti di svoltare e vedere un pedone o ciclista che attraversa solo all’ultimo secondo. Ma immaginiamo che si tratti di un gruppo di 10 utenti: ovviamente non passerebbero altrettanto inosservati.

Ciclisti e pedoni possono essere più esposti agli incidenti durante il blocco da coronavirus

Ridurre gli incidenti durante l’epidemia da COVID-19

Simulare una pista ciclabile in PTV Vissim

Cosa possiamo fare per ridurre il rischio di incidenti stradali durante la crisi del Coronavirus? La combinazione di una maggiore velocità del veicolo e una diminuzione del volume degli utenti vulnerabili è un problema immediato che richiede un’indagine e una mitigazione tempestiva.

Abbiamo visto come la riduzione della velocità del veicolo e un’applicazione più precisa dei limiti avrebbero benefici per automobilisti, pedoni e ciclisti. PTV Vissim può essere utilizzato per simulare e visualizzare gli impatti di queste misure prima dell’implementazione.

Un’altra misura da tenere in considerazione è un’attenta pianificazione delle piste ciclabili, per garantire la sicurezza dei ciclisti. Infatti la bicicletta è stata indicata come possibile alternativa ai mezzi pubblici, il cui utilizzo nella cosiddetta “fase due” sarà di certo limitato e molto diverso rispetto a prima.

Attraverso mappe colorate e animazioni 3D, gli ingegneri possono condividere con il pubblico e i membri delle amministrazioni come funzionano le nuove misure del traffico e i risultati previsti.

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Chi l'ha scritto

Da bambino, Adam ha costruito città Lego ed elaborato strade di sabbia, che lo hanno portato all'ingegneria del traffico e alla mobilità. Adulto Adam si sforza di essere un supereroe che combatte il traffico perché vuole salvare vite umane per le strade - e odia stare in coda. Scrive di ottimizzazione del traffico, sicurezza e flussi di lavoro.

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