Iniziare ad usare i bus elettrici è una priorità fondamentale per affrontare l’inquinamento atmosferico, e numerose città si stanno attrezzando. Dalla Cina passando per l’Olanda, il trasporto pubblico sta diventando sempre più elettrico. Di recente Transport for London ha annunciato tre linee di autobus della città completamente elettriche. Anche in Italia ci si sta muovendo: Torino ha recentemente annunciato un investimento di 72 milioni per 100 bus completamente elettrici.

Con la direttiva “Clean Vehicles Directive” (CVD), l’unione europea ha fissato the EU obiettivi vincolanti per l’ottenimento di mezzi pubblici elettrici. L’obiettivo è di sostituire gradualmente autobus inquinanti con veicoli rispettosi dell’ambiente. Entro il 2025 quasi un quarto degli autobus di trasporto pubblico di nuova acquisizione dovranno essere veicoli a zero o basse emissioni. Entro il 2026, la quota salirà addirittura al 65 percento.

Bus elettrico ≠ Bus

Gli autobus elettrici svolgono un ruolo importante nell’attuazione della direttiva sui veicoli puliti. Ma il funzionamento dei veicoli elettrici differisce notevolmente dal trasporto pubblico tradizionale, e gli operatori si trovano ora ad affrontare numerose domande: quale sistema utilizzare, batteria o ibrido? Quali veicoli si adattano meglio in termini di autonomia, capacità e tempo di ricarica? Quanti autobus sono necessari per garantire un servizio costante? Come si pianifica un’infrastruttura di ricarica efficiente? E quale impatto hanno le stazioni di ricarica sulle linee di trasporto?

Strategie di ricarica intelligenti

“La capacità delle batterie elettriche è sicuramente una grande sfida. Spesso non è sufficiente per coprire una giornata di lavoro completa”, afferma Sebastian Sielemann, esperto di PTV in questo campo. “Una strategia di colonnine di ricarica distribuite in modo intelligente e ben pianificato è essenziale.”

Numerosi fattori devono essere considerati per garantire che il raggio d’azione di un bus elettrico copra l’intero percorso. I veicoli elettrici non solo consumano energia durante la guida, ma anche per il riscaldamento o il condizionamento o per utilizzare i tergicristalli. Inoltre, le interruzioni all’interno del circuito (ad esempio le pause pianificate nell’orario) di solito non sono sufficienti per la ricarica, e l’infrastruttura di ricarica non è sempre disponibile dove l’autobus fa una pausa.

Esistono diversi approcci per impostare una strategia di ricarica appropriata. A Parigi, ad esempio, i funzionari hanno optato per la “ricarica notturna”, dato che non volevano disturbare visivamente il paesaggio urbano con cavi per l’alimentazione aerea. Gli autobus elettrici vengono caricati durante la notte presso il deposito. I veicoli sono quindi dotati di batterie ad alta capacità che hanno un’ampia durata.

L’autorità di trasporto pubblico di Zurigo invece ha deciso di “caricare in movimento”. Gli autobus elettrici non vengono caricati solo al deposito, ma anche mentre viaggiano su linee aeree, quindi è sufficiente una batteria più piccola.

L’aeroporto di Amsterdam Schiphol ha scelto una strategia detta “opportunity charging”. I suoi 100 autobus elettrici vengono ricaricati alle fermate presso stazioni di ricarica rapida con 450 kW in 12 minuti. Coprono 500 chilometri al giorno, sette giorni alla settimana.

“Non esiste una soluzione valida in senso assoluto. La strategia di ricarica per gli autobus elettrici dipende da vari elementi contingenti e deve essere considerata caso per caso” dice Sebastian Sielemann. “Per gli operatori del trasporto pubblico il passaggio agli autobus elettrici rappresenta un investimento importante per il futuro, e per questo deve essere ben pianificato. Utilizzando scenari “what-if” e grazie alle simulazioni con i software PTV i problemi possono essere analizzati e testati con precisione nella fase di pianificazione “.

Gli autobus elettrici stanno arrivando

Operare veicoli elettrici presenta numerose criticità, ad esempio: qual è la strategia migliore per mantenerli sempre carichi? E quali sono le rotte migliori?

Chi l'ha scritto

Anna copre un'ampia gamma di argomenti - dalla modellazione e simulazione del traffico ai sistemi di gestione dinamica della mobilità per intere città e regioni. Si concentra su progetti innovativi e riferisce su persone che stanno ripensando la mobilità.

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